Home

A Todi, un attore prestato alla letteratura…

2 commenti

Marco Bocci e la sua opera prima: ” A TOR BELLA MONACA NON PIOVE MAI”.

FotoFlexer_Photo presentazione romanzo

Mentre percorro via Ciuffelli per raggiungere la Libreria Ubik dove si terrà la presentazione del primo romanzo di Marco Bocci, A TOR BELLA MONACA NON PIOVE MAI, mi ritornano in mente alcune scene di Romanzo criminale con il  Commissario Scialojadi Squadra antimafia con il  vicequestore Domenico Calcaterra. PicsArt_07-01-06.48.06libreria ubik todi

 

banner romanzo

Me lo ricordo   bello, espressivo e  bravo, ora l’incognita: sarà anche simpatico e schietto durante la presentazione tenuta dal  professor Manfredo Retti?

In un recente intervista racconta:“ Non sono  mai stato un vero e proprio studente modello prima di fare l’attore, ho fatto il runner, ho lavato le auto, ho fatto il bracciante agricolo e il cantiniere,  lavori  fondamentali per acquisire quella che chiamo “rogna”, ossia determinazione e tenacia in quello che si fa. Dico grazie alle mie origini e alla mia terra umbra  di persone oneste.”

Puntuale alle sei del pomeriggio eccolo scendere da una grossa vettura bianca che parcheggia accanto alla Libreria Ubik, in fondo alla scalinata di san Fortunato: a Todi è di casa, anzi di “scuola” essendosi diplomato presso l’ Istituto Tecnico  Commerciale e per Geometri “L. EINAUDI”. L’ambiente a lui familiare non lo intimidisce né lo imbarazza e saluta  con calore i suoi beniamini.

Dinanzi ad una folla, prettamente femminile, di fan di tutte le età, vestito con un paio di jeans e  T-shirt grigio-ferro  che lo fanno sembrare proprio un ragazzo come se ne incontrano ovunque, ora è un giovane studente che viene “interrogato” dal Professore di Lettere, e Manfredo Retti è nel ruolo di chi per mestiere è abituato ad analizzare con competenza  testi narrativi.

Un gruppo di giovanissime teenager  è qui per vedere  da vicino quello che è diventata un’icona sexy anche se Marco oggi non interpreta quel ruolo, ma la loro accoglienza parla da sola… e sono  spigliate quel tanto che basta per chiedere poi alla fine:” Un selfie con te!!!”.

FotoFlexer_Photo presentazione libro modificata

Un pomeriggio culturale  all’ insegna della naturalezza e della semplicità quando si racconta:”Per me tutto è partito con il teatro di piazza. Avevo 17 anni ed  una passione…a 21 anni mi sono accorto che studiavo più per quel mio “passatempo” che sui libri di Architettura, ho tentato…trasformare l’hobby in professione.”

Il Professor Retti è riuscito a mostrarci l’ animo semplice  e schietto dell’ex commissario Scialoja di “Romanzo criminale” inducendolo a mettere  a nudo le  emozioni nel rievocare quegli esordi. Il pubblico attento intuisce il messaggio: coltivare le passioni,  crederci fino in fondo, perché la creatività, in qualsiasi forma,   appaga.

IL RELATORE

Credo che   Marco Bocci sia già riuscito a conquistare tanti lettori come ha fatto con i telespettatori per le sue fiction.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiostro del Bramante | I MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate

Lascia un commento

Le collezioni svelate al Chiostro del Bramante di Roma presenta al pubblico per la prima volta importanti dipinti dei Macchiaioli e non solo, collocandoli nel contesto delle antiche collezioni che in origine li ospitarono. Le opere che appartenevano a grandi collezioni del passato – come quella di Cristiano Banti, Diego Martelli, Rinaldo Carnielo, Edoardo Bruno, Gustavo Sforni, Mario Galli, Enrico Checcucci, Camillo Giussani, Mario Borgiotti – oggi sono confluite per lo più in collezioni private e rappresentano un nucleo inedito del più importante movimento pittorico italiano del XIX Secolo.
Il sentimento del vero-

http://chiostrodelbramante.it/info/i_macchiaioli_il_sentimento_del_vero/

  Il Chiostro del Bramante è uno straordinario esempio di architettura rinascimentale. È opera di Donato Bramante (1444-1515) che, trasferitosi da Milano a Roma dopo la caduta di Ludovico il Moro, diventerà qui primo architetto di Papa Giulio II e sarà grande rivale di Michelangelo. Fa parte del complesso che comprende anche l’attigua Chiesa di Santa Maria della Pace in cui si trovano le famose Sibille di Raffaello.

http://chiostrodelbramante.it/info/chiostro_del_bramante/

Nove sezioni e centodieci opere che racconteranno la storia del movimento attraverso le collezioni private che ne ospitarono i capolavori-
Sezione I – La “galleria privata” di Cristiano Banti. I Macchiaioli allo specchio Sezione II – Diego Martelli, tra macchiaioli e impressionisti. Una testimonianza d’arte e di vita Sezione III – La Collezione di Rinaldo Carnielo Sezione IV – Un imprenditore innamorato della bellezza: la collezione di Edoardo Bruno Sezione V – Casa Sforni, le stanze delle meraviglie di un mecenate fiorentino Sezione VI – Mario Galli, “il più acuto e raffinato intenditore dei Macchiaioli” Sezione VII – Enrico Checcucci Sezione VIII – Non solo Macchiaioli, la collezione di Camillo Giussani Sezione IX – Per ricordare Mario Borgiotti e il suo “genio” per i Macchiaioli.

http://www.artemagazine.it/mostre/arte-moderna/item/597-al-chiostro-del-bramante-in-mostra-l-ottocento-dei-macchiaioli

Sourced through Scoop.it from: chiostrodelbramante.it

See on Scoop.itWeb Magazine: blogging and notizie (cultura, news, letteratura, arte, ambiente…et cetera)

Chiostro del Bramante | I MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate

Lascia un commento

Le collezioni svelate al Chiostro del Bramante di Roma presenta al pubblico per la prima volta importanti dipinti dei Macchiaioli e non solo, collocandoli nel contesto delle antiche collezioni che in origine li ospitarono. Le opere che appartenevano a grandi collezioni del passato – come quella di Cristiano Banti, Diego Martelli, Rinaldo Carnielo, Edoardo Bruno, Gustavo Sforni, Mario Galli, Enrico Checcucci, Camillo Giussani, Mario Borgiotti – oggi sono confluite per lo più in collezioni private e rappresentano un nucleo inedito del più importante movimento pittorico italiano del XIX Secolo.
Il sentimento del vero-

http://chiostrodelbramante.it/info/i_macchiaioli_il_sentimento_del_vero/

  Il Chiostro del Bramante è uno straordinario esempio di architettura rinascimentale. È opera di Donato Bramante (1444-1515) che, trasferitosi da Milano a Roma dopo la caduta di Ludovico il Moro, diventerà qui primo architetto di Papa Giulio II e sarà grande rivale di Michelangelo. Fa parte del complesso che comprende anche l’attigua Chiesa di Santa Maria della Pace in cui si trovano le famose Sibille di Raffaello.

http://chiostrodelbramante.it/info/chiostro_del_bramante/

Nove sezioni e centodieci opere che racconteranno la storia del movimento attraverso le collezioni private che ne ospitarono i capolavori-
Sezione I – La “galleria privata” di Cristiano Banti. I Macchiaioli allo specchio Sezione II – Diego Martelli, tra macchiaioli e impressionisti. Una testimonianza d’arte e di vita Sezione III – La Collezione di Rinaldo Carnielo Sezione IV – Un imprenditore innamorato della bellezza: la collezione di Edoardo Bruno Sezione V – Casa Sforni, le stanze delle meraviglie di un mecenate fiorentino Sezione VI – Mario Galli, “il più acuto e raffinato intenditore dei Macchiaioli” Sezione VII – Enrico Checcucci Sezione VIII – Non solo Macchiaioli, la collezione di Camillo Giussani Sezione IX – Per ricordare Mario Borgiotti e il suo “genio” per i Macchiaioli.

http://www.artemagazine.it/mostre/arte-moderna/item/597-al-chiostro-del-bramante-in-mostra-l-ottocento-dei-macchiaioli

Sourced through Scoop.it from: chiostrodelbramante.it

Share your insight

See on Scoop.itWeb Magazine: blogging and notizie (cultura, news, letteratura, arte, ambiente…et cetera)

LEGGIAMO L’ARTE DEI PITTORI DELLA MACCHIA

Lascia un commento

 

https://i1.wp.com/www.direttanews.it/wp-content/uploads/2016/04/10.jpg-foto-conf.-stampa-I-macchiaioli.jpg«Sforni parla, smania, dice, / prende in mano la cornice / poi la prova contro il muro / ma – si sa – non è sicuro / che gli balza il cuore in petto / a pensar: “dove la metto?” / Che allorché un bel quadro acquista / quando vuol metterlo in vista / ha in subbuglio testa e cuore», questo il divertente ritratto di Gustavo Sforni che  risuona nella filastrocca di Ettore Petrolini, intitolata «Che terribile sventura collocare la pittura». Fiorentino, proveniente da  una ricca famiglia di banchieri, Sforni è uno dei nove collezionisti presentati nella mostra «I Macchiaioli. Le collezioni svelate», Roma.2016. si era persa memoria di questi collezionisti italiani, quasi tutti toscani e Sforni, generoso mecenate di Oscar Ghiglia e  estimatore di Giovanni Fattori, fu uno dei pochi ad acquistare anche opere di Cézanne, Van Gogh, Degas. Gli altri  si concentrarono soprattutto sui macchiaioli, il movimento pittorico più importante in Italia nell’Ottocento. E si capisce che soltanto grazie al loro apprezzamento molti di quei pittori ebbero la possibilità di sopravvivere realizzando piccoli capolavori, come certi paesaggi maremmani di Fattori, alcuni ritratti di Ghiglia, Silvestro Lega e Giovanni Boldini, le scene familiari, luminose  di Odoardo Borrani, le vedute urbane di Telemaco Signorini, come Ponte Vecchio a Firenze, 1878, poi scomparsa nelle  gallerie private e recuperata nel 1971 sul mercato inglese da Mario Borgiotti, il più recente dei collezionisti che dedicò ai Macchiaioli la sua attenzione, anche pubblicando testi fondamentali sul loro linguaggio.

borgiotti

Inserisci una didascalia

 Mario Borgiotti con la prima copia del volume I Macchiaioli (1946) (Foto Locchi)

 

 

Alcune di queste raccolte furono ospitate in abitazioni come  palazzo  Edoardo Bruno fuori  Firenze, trasformato nella cassaforte di centoquaranta quadri. Altre arricchirono abitazioni modeste, come quella di Enrico Checcucci, che aveva una fabbrica di mattoni tra le case popolari lungo via Aretina. Altre ancora, come quelle di Cristiano Banti e Diego Martelli, entrarono nella Galleria di Palazzo Pitti. La collezione più ricca, trecento opere rccolte da Rinaldo Carnielo, andarono disperse tra le due guerre. Pittore e scultore di origine trevigiana trasferito a Firenze, Carnielo frequentò gli anziani macchiaioli divenendone amico.  Altre impreziosirono abitazioni modeste, come quella di Enrico Checcucci, che aveva una fabbrica di mattoni tra le case popolari lungo via Aretina. Altre ancora, come quelle raccolte da  Cristiano Banti e Diego Martelli, entrarono in Palazzo Pitti. La collezione più ricca, circa  trecento opere raccolte da Rinaldo Carnielo, andarono disperse tra le due guerre.

I pittori della macchia termine  coniato nel 1862 dopo l’intensa attività di alcuni pittori che si riunivano al Caffè Michelangelo attorno al critico Diego Martelli.

https://i2.wp.com/www.hotelmarcantoniorome.com/wp-content/uploads/2016/02/macchiaioli.jpg

La pittura di “macchia”: una rivoluzione tutta italiana.

“I macchiaioli mostrano con la massima chiarezza quella che è stata la vera vena poetica della pittura italiana dell’Ottocento: questo senso idillico, questa capacità di una immagine raccolta, questo saper cogliere l’impressione d’una natura assorta e tranquilla”. E lo mostrano in un periodo brevissimo, dal 1850 al 1870 circa, inventando una pittura fondata su nuovi valori nel rapporto tra i colori e nei contrasti tra luce e ombre, il tutto tanto deciso da essere quasi dipinto per macchie. E da essere esclusi dalle esposizioni annuali della fiorentina Società  Promotrice delle Belle Arti per “eccessiva valenza di chiaroscuro”.

Forse ai macchiaioli mancò, come afferma Castelfranco, “quel saper fermare la cosa nell’attimo, traguardarla in un attimo solo della sua vita, in un solo e irripetibile incontro con la luce, battuta unica, estemporanea, di una commedia di vita gioiosa”

I pittori toscani assimilano la lezione del «vero» e  la risolvono in modo originale, attraverso la «macchia». Ecco luce e chiazze di colore diventar  strumenti per descrivere la soleggiata natura marina e contadina, gli interni borghesi, i pergolati, gli uomini e gli animali al lavoro.

https://i0.wp.com/www.libreriadellaspada.com/image/arte_xix_secolo/i_pittori_macchiaioli_bibliofilo.jpg

I MIEI AMBIENTI TUDERTI….IN HAIKU

Lascia un commento

In ognuno di noi poeta

In ognuno di noi poeta

Come sono verdi

i penduli rami del salice

sull’ acqua che corre.

 

Erbe, nebbia

fra acque silenti

il tramonto

 

Tenui colori
Solo crisantemi
Nella foschia mattutina

 

Vicino autunno

cuori riuniti

accanto al camino.

 

Inizio d’autunno:
nel fiume e nei campi
un omogeneo colore.

Vento d’autunno:
esistiamo, ci guardiamo l’un
l’altra
io e te.

a58be-livros_romances




Se leggi sei più felice

Lascia un commento

“La felicità di leggere” così si chiama una ricerca commissionata da GeMS (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) in occasione del proprio decimo compleanno e affidata a Cesmer, Centro di studi su mercati e relazioni industriali dell’Università di Roma Tre. La ricerca ha utilizzato diversi parametri mutuati dalla letteratura scientifica. Le differenze nelle vite dei lettori e dei non lettori sono state riportate su tre scale differenti (scala di Veenhoven, scala di Cantril e scala di Diener e Biswas-Diener) e i risultati coincidono: chi legge è più felice, prova una gamma maggiore di sensazioni positive e una minore di sensazioni negative e riesce a contenere la rabbia. Che sia stato un editore a commissionare questo studio la dice lunga su un aspetto che trovo centrale: non è importante solo valutare cosa si legge più spesso e soprattutto cosa si compra, ma sapere che chi pubblica libri, di qualunque genere e livello, sta lavorando per rendere un po’ più felici gli altri. Non c’è niente di più bello che sapere che il proprio lavoro possa contribuire alla felicità altrui. – http://espresso.repubblica.it/opinioni/l-antitaliano/2015/10/28/news/ecco-la-prova-se-leggi-sei-piu-felice-1.236346-

6 ragioni per cui dovremmo  leggere di più

PER CAPIRE MEGLIO GLI ALTRI

PER LIBERARSI DALLO STRESS

PERCHE’ FA BENE ALLA MENTE

PER DIVENTARE ADULTI INTELLIGENTI

PER ESSERE PIU’ CORAGGIOSI NELL’AFFRONTARE LA VITA

PERCHE’ SARA’ PIU’ FACILE INNAMORARSI –http://www.huffingtonpost.it/2015/10/19/lettura-libri-gioco-del-lotto_n_8294522.html

bloggif_53649430e8d21

Come trovare il tempo per leggere

“Internet pullula di liste di consigli tipo “Smetti di guardare la tv” oppure “Portati sempre dietro un libro”. Ma l’esperienza mi dice che usare questi metodi per ritagliarsi mezz’ora ogni tanto non funziona. Ti siedi a leggere, e intanto il volano dei pensieri legati al lavoro continua a girare, oppure sei talmente stanco che l’ultima cosa di cui hai bisogno è un libro impegnativo. Secondo Parks la mente moderna “tende eccessivamente alla comunicazione. Non è solo il fatto di essere interrotti: è che tendiamo all’interruzione”. Per immergersi a fondo nella lettura non occorre solo tempo, ma un tipo speciale di tempo che non si ottiene semplicemente diventando più efficienti.” –http://www.internazionale.it/opinione/oliver-burkeman/2015/04/07/tempo-lettura-libri-

9f50f92c-6297-456e-a91c-00cd1b203c96“Qual è la soluzione? Forse vi sorprenderà sapere che è programmare orari regolari per la lettura. Potrebbe sembrare un metodo che favorisce un atteggiamento mentale efficientista, ma in realtà, osserva sempre Eberle, si tratta di uno di quei comportamenti ritualistici che ci aiutano a “uscire dal flusso del tempo” per entrare nel “tempo dell’anima”. Anche lo spazio può essere usato in modo rituale, per esempio leggendo sempre sulla stessa poltrona o sulla stessa panchina del parco. Le distrazioni si possono limitare leggendo solo libri cartacei, oppure su un dispositivo dedicato. Anche il famoso consiglio di “portarsi sempre dietro un libro” può funzionare, purché uno ci s’immerga abbastanza spesso da fare della lettura lo stato di default da cui risale a galla temporaneamente per occuparsi di lavoro e altre faccende, prima di ricaderci dentro. Se tutto va bene, non sembra più di ritagliarsi a fatica “il tempo per leggere”: sembra di leggere, e poi trovare il tempo per tutto il resto.”–http://www.internazionale.it/opinione/oliver-burkeman/2015/04/07/tempo-lettura-libri-

See on Scoop.itWeb Magazine: blogging and notizie (cultura, news, letteratura, arte, ambiente…et cetera)

PERCHE’ POESIA , PERCHE’ HAIKU?

2 commenti

«Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso e passione» ci suggerisce Vico.
Poesia / è il mondo l’umanità / la propria vita / fioriti dalla parola / la limpida meraviglia / di un delirante fermento…, scrive Ungaretti
Mario Luzi riecheggia: “C’è sempre qualcosa che rimane inespresso. La poesia è imprendibile. Tutto sommato è la vita al suo più alto grado di partecipazione intima”.
Mentre D’Annunzio sembra suggerirci che “la natura, che era specchio degli stati d’animo dell’uomo, diventa la materia da cui trarre infiniti echi visivi, uditivi e olfattivi”.
Poesia, forma del messaggio, modo in cui le cose sono dette, determinano l’unicità di un testo poetico; esso acquista un significato proprio grazie a una scelta di temi e a una combinazione molto attenta, originale, delle parole e delle immagini espressive.
Hanno senso e passione i versi dedicati alla terra natia, i sentimenti suscitati dalla visione di un orizzonte o dal ricordo di un paesaggio, la trascrizione realistica di una condizione umana, l’ispirazione determinata da uno stato d’animo, da un moto del cuore, da un presentimento, da un sommovimento di pensieri, da un’agitazione intima di emozioni, di sensazioni, di fantasie.
Negli Haiku, componimenti brevi di 5-7-5 sillabe prive di titolo, fioriti anticamente in Giappone, si riflettono tipicamente l’amore per il minimalismo e per le cose asciutte e compatte ( scrive infatti Sei Shonagon: “in verità, tutte le cose piccole sono belle”). Il poeta diviene solo uno strumento e l’oggetto che anima il componimento diviene soggetto. Secondo Barthes lo Haiku non descrive ma si limita ad immortalare un’apparizione, a fotografare un attimo ed è per questo che tra le sue peculiari caratteristiche troviamo la brevità, la leggerezza

https://i2.wp.com/www.piubenessere.it/wp-content/uploads/2014/12/Screen-Shot-2014-12-22-at-12.38.46.pngHaiku, poesia semplice e istintiva si può dedicare al paese natio…
componimento in versi da interpretare

https://i1.wp.com/conlenostreidee.altervista.org/wp-content/uploads/2014/09/la-poesia-giapponese-non-solo-haiku.jpg

I MIEI AMBIENTI TUDERTI

Come sono verdi
i penduli rami del salice
sull’ acqua che corre

https://jacopinodatodi.files.wordpress.com/2012/12/todi.jpg?w=300&h=244

Erbe, nebbia
fra acque silenti
il tramonto

https://jacopinodatodi.files.wordpress.com/2013/05/panorama-di-todi-biagini-giancarlo.jpg?w=346&h=272

Tenui colori
Solo crisantemi
Nella foschia mattutina

https://jacopinodatodi.files.wordpress.com/2013/05/1997-biagini-todi-notturno.jpg?w=272&h=244

Vicino autunno
cuori riuniti
accanto al camino.

https://i0.wp.com/static.designmag.it/designmag/fotogallery/845X0/124187/camino-in-muratura.jpg

Inizio d’autunno:
nel fiume e nei campi
un omogeneo colore.

https://i0.wp.com/img2.juzaphoto.com/001/shared_files/uploads/667234_m.jpg
Vento d’autunno:
esistiamo, ci guardiamo l’un
l’altra
io e te.

https://leggereper.files.wordpress.com/2015/11/a0708-1titfoglie-bmp.jpg?w=303&h=203

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Older Entries Newer Entries

GUIDA PER VIAGGIATORI DISTRATTI

Una guida per "viaggiatori" moderni, per chi vuole essere aggiornato su cultura, spettacolo, cinema, letteratura, musica. Una "guida" per non perdersi in questa vita frenetica e riflettere insieme sulle testimonianze più interessanti del nostro tempo.

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Le 5 stanze

La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

LEGGERE PER...PER LEGGERE

LEGGERE ...ALLENA LA MENTE

Unalettrice.org

#Libribelli, buonumore, #100happydaysitalia

IL MONDO DI ORSOSOGNANTE

L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire e nell’imparare a sorridere. H. Hesse

Odore Intenso di Carta

LEGGERE ...ALLENA LA MENTE

L'angolino di Ale

LEGGERE ...ALLENA LA MENTE

Le librerie invisibili

Et tout le reste est litterature. Verlaine

Cara Lilli...

LEGGERE ...ALLENA LA MENTE

IL MIO MONDO DELLA LETTURA

LEGGERE ...ALLENA LA MENTE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: