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BUON ANNIVERSARIO...

BUON ANNIVERSARIO…

Perché ho aperto anche questo Blog? Perché mi piace comunicare…condividere

...CERTO  LE VISITE SONO SCARSE …E   COME DICE MATTEO, “I TUOI BLOG SONO DI NICCHIA… E POI…SEMPRE CON LA FISSA DI LEGGERE E METTERE IN RETE LE TUE IMPRESSIONI…VI SONO MIGLIAIA DI MINI-SITI SIMILI,…”

…io continuo per la mia strada...

…l’interesse per la lettura e la cultura in genere  è sempre vivo e nella mia casa, i libri la fanno da padroni !!!  Ne leggo due o tre contemporaneamente appoggiandoli nei posti che mi fanno più comodo:  sul comodino in camera, accanto al pc, su un mobile che divide i divani della mia living room !!!…nelle varie libreriole che arredano gli ambienti… PICCOLA LIBRERIAPICCOLA LIBRERIA

…quando ho inziato ,  da tre o quattro anni, il mio primo blog – Il mio mondo della lettura –  l’ho creato con blogger di google (non avevo ancora mai sentito parlare di wordpress)….ora so che…la visibilità di un blog dipende da…

  • lavorare in modo intelligente..
  •  stabilire una corretta pianificazione..
  • focalizzare le proprie  energie…
  • ottimizzare le proprie  risorse.

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….…sono consapevole che la gente che si ha intorno non ha che una media di lettura di tre libri all’anno ….

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…OGGI VI  INTRODUCO NEL MONDO DI HOPPER…UN ARTISTA SINGOLARE

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SUMMER EVENING – 1910

Pittore americano, incisore e illustratore, Edward Hopper, nasce il 22 luglio del 1882 a Nyack, piccola cittadina sul fiume Hudson, in una colta famiglia borghese americana. La sua città è legata alla industria cantieristica di diporto e Hopper, dopo il liceo, vorrebbe diventare architetto navale, ma i suoi genitori lo convincono a studiare Design Commerciale, per sfruttare le sue naturali  capacità illustrative espresse da tempo. 

RITRATTO A MATITA

RITRATTO A MATITA

Dopo un anno in un college locale, nel 1899 si iscrive al New York Institute of Art, dove Hopper ha come Docenti  William Merritt Chase (1849-1916), John Sloan (1871-1951) e Robert Henri (1865-1929), della Scuola Ashcan di New York City, importante istituto che ha formato, nel tempo, nomi illustri  della scena artistica americana.  Nei sei anni di studio, Edward Hopper riproduce , con i suoi compagni di studio George Bellows e Rockwell Ken,  modelli dal vivo.
Stimolanti  il clima della scuola, i dibattiti artistici fra studenti ed insegnanti, tanto che il giovane Hopper fa scelte coraggiose e sfida  la tradizione del mondo dell’arte dopo aver  studiato e copiato le opere esposte nei musei ed aver indagato sulla vita gli autori.

AUTORITRATTO - 1903

AUTORITRATTO – 1903

Dopo la laurea inizia a lavorare nell’agenzia di pubblicità C.Phillips & Company progettando  copertine per riviste di settore. Il giovane,  anche se preferisce dipingere che fare il pubblicitario,  farà questo lavoro per altri quindici anni.  Nel 1906, viaggia in Europa, visita Parigi, non cura molto le opere di Picasso e degli altri pittori contemporanei, ma studia Rembrandt e soprattutto le scene parigine dell’incisore francese, Charles Meryon, che influenzeranno molto il  suo stile.  Tornato dall’Europa, Hopper apre il suo studio a New York City ed inizia a dipingere la vita delle strade di città e scene di caffè, mentre continua a fare il pubblicitario  free-lance per pagarsi le spese. Nel 1907, torna in Europa,  visita  Londra, Berlino e Bruxelles ed il suo stile di  pittore matura verso una sua originale visione del mondo. Nei suoi quadri che rappresentano esterni urbani, inserisce un unico personaggio, solo e distaccato fisicamente e psicologicamente, come se vivesse in una dimensione isolata.

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A New York, partecipa ad una mostra di controtendenza ma non vende niente e nessuno si occupa del suo lavoro; perciò torna a Parigi vi si  ferma per sei mesi a dipingere  Saint-Gemain e Fontainebleau.  A questo punto la personalità artistica del pittore è completa, sia dal punto di vista dei colori, che della luce, usati in modo originale. Lo studio degli impressionisti, in particolare di Edgar Degas, gli offre  il gusto per la descrizione di interni e di inquadrature di stile fotografico.
  Nel 1912 Hopper, in vacanza a Gloucester, nel Massachusetts, dipinge il suo primo faro ed una bella serie di paesaggi all’aperto. hopper il faro
  Durante questi anni per affermarsi come pittore, Edward Hopper continua a lavorare nel mondo delle illustrazioni pubblicitarie che gli assicurano una certa stabilità economica, e tra il 1915 e il 1923 Hopper affianca alla pittura anche l’incisione, eseguendo puntesecche e acqueforti, grazie alle quali otterrà numerosi premi e riconoscimenti, anche dalla National Academy.

hopper  Diviene uno dei maggiori caposcuola dei Realisti Americani e  la vendita delle sue opere gli permette  di vivere solo con il suo lavoro di pittore e di abbandonare la pubblicità. Nel 1929, il MoMa di New York espone le sue opere nella mostra  “Dipinti di diciannove artisti americani viventi”; in questo periodo della Grande Depressione il pittore comincia a dipingere immagini tristi. Nel 1933 il MoMa di New York gli dedica la prima retrospettiva. Edward Hopper partecipa attivamente alla rivista “Reality”, fronte comune degli artisti legati al figurativo e al realismo, che si contrappongono allora come ora, all’Informale e alle nuove correnti astratte.
Nel 1950 il Whitney Museum tiene la seconda retrospettiva del pittore ormai molto famoso. Agli acquarelli, agli oli, alle litografie, il pittore  aggiunge lavori per il cinema e per il teatro; i giornali ed i critici d’arte parlano sempre più spesso di lui,  il pittore Charles Burchfield scrive su “Art News” un articolo : “Hopper. Il percorso di una poesia silenziosa”:

“C’è, ad esempio, l’elemento del silenzio, che sembra pervadere tutti i suoi lavori più importanti, qualunque sia la loro tecnica. Questo silenzio o, come è stato detto efficacemente, questa “dimensione di ascolto”, è evidente nei quadri in cui compare l’uomo, ma anche in quelli in cui ci sono solo architetture. […] Conosciamo tutti le rovine di Pompei, dove furono ritrovate persone sorprese dalla tragedia, “fissate per sempre” in un’azione (un uomo fa il pane, due amanti si abbracciano, una donna allatta il bambino), raggiunte improvvisamente dalla morte in quella posizione. Analogamente, Hopper ha saputo cogliere un momento particolare, quasi il preciso secondo in cui il tempo si ferma, dando all’attimo un significato eterno, universale.   I quadri di Hopper si possono considerare da molte angolature. C’è il suo modo modesto, discreto, quasi impersonale, di costruire la pittura; il suo uso di forme angolari o cubiche (non inventate, ma esistenti in natura); le sue composizioni semplici, apparentemente non studiate; la sua fuga da ogni artificio dinamico allo scopo di inscrivere l’opera in un rettangolo.Tuttavia ci sono anche altri elementi del suo lavoro che sembrano aver poco a che fare con la pittura pura, ma rivelano un contenuto spirituale. C’è, ad esempio, l’elemento del silenzio,che sembra pervadere tutti i suoi lavori più importanti, qualunque sia la loro tecnica.Questo silenzio o, come è stato detto efficacemente, questa “dimensione di ascolto”, è evidente nei quadri in cui compare l’uomo, ma anche in quelli in cui ci sono solo architetture. […].  

  Hopper ha saputo cogliere un momento particolare, quasi il preciso secondo in cui il tempo si ferma, dando all’attimo un significato eterno, universale.

MORNING SUN

MORNING SUN

Edward Hopper continua il suo lavoro di pittore ed illustratore del mondo che scorge dentro e fuori di sé, fino alla morte avvenuta il 15 maggio del 1967 nello studio newyorchese.

Ha una solitudine lo spazio
Solitudine il mare
Solitudine la morte
Ma queste saranno compagnie
In confronto a quel punto più profondo
Segretezza polare,
Un’anima davanti a se stessa:
Infinità finita.

Emily Dickinson

PEOPLE

PEOPLE

QUI UN ARTICOLO PARTICOLAREGGIATO CON IMMAGINI in cui Hopper viene avvicinato a  Vermeer, altro periodo, altro paese, altre correnti artistiche, per il sapiente uso delle luci e delle ombre, delle riprese di interni, della solitudine del soggetto.

CHAIR CAR

CHAIR CAR

ISPIRAZIONI

La pittura di Hopper  ha ispirato la ‘lettura’ del poeta e scrittore americano Mark Strand. Nel libro Un poeta legge un pittore (Donzelli), Strand libera il pittore dalle anguste etichette di «realista americano», cercando una consonanza più profonda con la sua opera.

«Io credo che i dipinti di Hopper trascendano l’apparenza dell’hic et nunc e collochino chi li osserva in uno spazio virtuale in cui predominano l’influsso e la sovrabbondanza del sentimento».

books un poeta legge

Edward Hopper di Ernest Farrés apre la collana che la casa editrice Nemapress ha voluto dedicare interamente alla letteratura catalana. L’opera si presenta come una raccolta di 50 poesie che trovano nel titolo perfetta corrispondenza con alcuni dipinti del pittore nord-americano

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Forse io non sono molto umano.
Tutto quello che volevo fare era dipingere
la luce del sole sul lato di una casa.

Edward Hopper

Room in new york

Room in New York

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