Finché le stelle sranno in cielo

Finché le stelle saranno in cielo

Kristin Harmel, Finché le stelle saranno in cielo, Garzanti 2009

...è un romanzo che emoziona. E non lo fa in modo scontato…

Kristin Harmel, giornalista, autrice di libri, ha inseguito a lungo la storia che davvero voleva raccontare e l’ha infine dipanata nella vicenda di Hope e della sua famiglia, ambientata tra Cape Cod e Parigi, tra il presente e gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale. Nella penisola che si protende nell’Oceano Atlantico, a sud-est di Boston, dove le coste sono battute dal vento e si pescano le aragoste, la North Star Bakery è il punto di ritrovo di molti cittadini e turisti, che alle sei di mattina si mettono in fila per avere una tazza di caffè, una ciambella con lo zucchero di canna e una tortina Stella, la specialità del posto. La pasticceria è gestita da Hope, che a sua volta l’ha ereditata dalla nonna, Rose, trasferitasi negli Stati Uniti dalla Francia molti anni prima. Un’attività di famiglia che sta per sgretolarsi sotto il peso dei debiti, ma per la quale la giovane proprietaria è disposta a combattere. Perché il negozio cela un segreto che Rose, nella casa di cura dove combatte contro l’Alzheimer che le offusca ogni giorno di più la memoria, affida alla nipote nella speranza di salvarlo dall’oblio.

L’autrice prende spunto da un evento realmente accaduto ma poco noto, evidenziando  un nuovo aspetto dell’Olocausto e raggiungendo il cuore della Storia del Novecento attraverso una strada  inedita. Se cominciamo a leggere ci si  perde nelle descrizioni dei dolci che Hope prepara per i clienti, facendo capire l’amore che la lega alla nonna materna. Un  classico romanzo femminile, dove la cucina riflette i desideri umani …???

Nel romanzo le ricette svolgono un ruolo fondamentale nella vicenda. Il cibo si ritaglia un ruolo  importante, ha la capacità di traghettare i ricordi attraverso il tempo e credo sia per questo che tramandare ricette di famiglia può rivelarsi essenziale.  Alcune citate nel romanzo . ..

 

Vinaigrette con senape di Digione – Un condimento saporito per le  insalate

Ingredienti

1 scalogno piccolo tritato molto finemente
1 spicchio d’aglio tritato molto finemente
½ cucchiaino di sale
2 cucchiai di aceto di sherry
2 cucchiaini di senape di Digione
6-7 cucchiai di olio d’oliva extravergine
sale e pepe a piacere
Istruzioni

1. Mescolare scalogno, aglio, sale e aceto di sherry in una ciotola piccola. Lasciar riposare per 10-15 minuti, durante i quali lo scalogno assorbirà parte dell’aceto e inizierà a marinare.
2. Incorporare la senape di Digione mescolando bene.
3. Versare l’olio d’oliva molto lentamente, a filo, mescolando costantemente per amalgamare. Una volta aggiunto tutto l’olio, mescolare per un altro minuto in modo che tutti gli ingredienti vengano incor- porati.
4. Aggiungere altro sale, e pepe appena macinato, a piacere.
5. Versare su insalata mista, carote grattugiate o sulla «insalata francese di Cape Cod»

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«Mentre resto ferma lì, assorta nelle riflessioni sul passato, una fra- granza familiare mi riporta di colpo al presente. L’aria è pervasa dal tenue profumo delle burrose tortine Stella, aromatizzate alla cannella e farcite di fichi e prugne, che preparo ogni giorno nella mia pasticceria.»

Torta Stella  – Una torta golosa e sorprendente, come quelle di una volta

Ingredienti

400 grammi di farina
1 cucchiaino di sale
40 grammi di zucchero
220 grammi di strutto o margarina
1 uovo sbattuto
1 cucchiaino di aceto bianco
2 decilitri d’acqua
120 grammi di fichi secchi spezzettati
Istruzioni

1. Per preparare la pasta, setacciare insieme farina, sale e zucchero. Usando due coltelli o un robot da cucina incorporarvi lo strutto finché il composto assumerà la consistenza di grosse briciole. Aggiungere uovo, aceto e 4 cucchiai d’acqua e mescolare prima con una forchetta, poi con le mani infarinate, finché l’impasto formerà una palla.
2. Lasciare l’impasto in frigorifero per 10 minuti, poi dividerlo a metà. Stendere una metà formando un cerchio e premerlo in metà.
3. Preriscaldare il forno a 180 °C.
4. Mescolare fichi, prugne, 60 grammi di uva, zucchero di canna, cannella e una tazza d’acqua in una casseruola pesante. Mescolare su fuoco medio-alto finché lo zucchero non si scioglierà e il compo- sto bollirà. Abbassare il fuoco a medio-basso, coprire e cuocere per 20 minuti. Togliere il coperchio e, mescolando costantemente, cuocere per altri 3-5 minuti finché la maggior parte del liquido eva- porerà e il composto assumerà la consistenza di marmellata densa. Togliere dal fuoco.
5. Mentre il ripieno si raffredda, disporre le mandorle in uno strato sottile su una teglia e tostare in forno per 7-9 minuti, finché diventeranno di un marrone dorato. 6. Togliere dal forno le mandorle tostate e incorporarle al composto di frutta. Aggiungere i semi di papavero e l’uva rimasta. Mescolare bene per amalgamare.
7. Versare il composto sulla base già nella teglia. Stendere l’impasto rimasto in un quadrato di 25 cen- timetri di lato. Tagliare in striscioline larghe poco più di un centimetro e disporle a forma di stella, intrecciandole sopra il composto. Spolverizzare generosamente con zucchero alla cannella.
8. Cuocere per 30 minuti o finché la crosta superiore sarà di un marrone dorato. Togliere dal forno e lasciare raffreddare completamente. Tenere in frigorifero per un massimo di 5 giorni. Servire fred- da o a temperatura ambiente.

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Dove può aver trovato   l’idea della storia fino a renderla  buona abbastanza per diventare un romanzo? La scrittrice  quando era adolescente preferiva  Il diario di Anna Frank, e infatti, il primo racconto che ha scritto per una gara,   più o meno a 12 anni, riguardava la Shoah. Ha sempre voluto scrivere un libro legato alla Shoah, ma le altre componenti del libro –una famiglia lacerata, un amore perduto, una nonna affetta da Alzheimer, una bambina confusa  e un segreto religioso – si sono evoluti durante gli anni in modo naturale. Per esempio, proprio sua  nonna ha l’Alzheimer, quindi, diventando questa malattia un pezzo della propria  vita, ha trovato naturalmente il suo posto nella storia. La prospettiva religiosa proviene da un viaggio di ricerca che ha fatto a Parigi, durante il quale ha scoperto che i Musulmani della Grande Moschea di Parigi hanno davvero contribuito a salvare molti Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, spesso insieme ai Cristiani. È stato incredibile ascoltare le storie di tre religioni diverse, che hanno lavorato insieme così da vicino durante una delle ore più buie della storia.

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Inoltre  scrive in un piccolo ufficio attaccato alla  sua cucina. Questo, per lei, è proprio il luogo ideale, perché ogni volta che le  viene il blocco dello scrittore, sforna dolci,  di solito…. la soluzione! Scrive di mattina, in genere sei giorni a settimana (tutti i giorni tranne la domenica), dalle 7:30 fino alle 13 circa. Nel pomeriggio, dopo un   esercizio fisico e aver pranzato, si dedica allo scrivere per i giornali o rispondere alle mail dei lettori. E non crede di sentire  il bisogno di ispirarsi a qualcosa: è  quasi sempre davvero felice di scrivere. Una volta aver scritto la bozza di un libro, che è sempre la prima mossa per iniziare il lavoro,  si tuffa a capofitto nella stesura dei capitoli ed impara a  conoscere i  personaggi!

 

 

 

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