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Libero riadattamento/citazione dall’articolo di G. Riva apparso sul sito dell’Espresso il 5 febbraio. Ci si può immaginare di camminare lungo le strade deserte di San Pietroburgo con il principe My…

Simo Fedele Vernia‘s insight:

 

Todorov cita Oscar Wilde, quanto apparentemente più lontano da lui: La funzione della letteratura è creare, partendo dalla materia bruta dell’esistenza reale, un mondo nuovo che sarà più meraviglioso, più duraturo e più vero di quello che vedono gli occhi della folla. E ancora: La vita imita l’arte ben più di quanto l’arte non imiti la vita (quante volte ci ho provato). Non nega affatto che esista una relazione tra le due. Creare un mondo più vero implica che l’arte non spezzi il suo legame con esso. Da qui dovremmo partire, per (re)innamorarci di nuovo.

Della gran quantità di libri che l’oggi inquieto produce che cosa rimarrà? È una domanda che viene da porsi dato che ogni epoca ha fatto le sue cernite, le sue selezioni. Ma la selezione sui libri di oggi su quali basi si fonderà?
Chi riuscirà a valutare la qualità? Forse sarà una selezione legata alla quantità, alla presenza, più che alla qualità. Forse rimarranno  quelli che si sanno vendere meglio e un giusto criterio di selezione sarà un’utopia. Che ne sarà del futuro? Se lo chiede  Todorov nel suo bel saggio La letteratura in pericolo che condanna lo spostamento dell’attenzione dal senso globale che un’opera trasmette a dettagli tecnici, abilità letterarie, giochi e virtuosismi che non rendono di necessità un libro una grande opera. E questo, sostiene Todorov, nasce anche da come i programmi sono impostati nella scuola…….

http://www.stilos.it/tzvetan_todorov_-_la_letteratura_in_pericolo.html

 

Nel suo saggio il celebre intellettuale punta il dito sui rischi che corre l’ arte contemporanea allontanandosi dalla realtà:  strutturalismo addio, meglio la vita «Più che ai meccanismi del testo, si deve guardare alle sue relazioni con la società »

http://archiviostorico.corriere.it/2008/gennaio/30/Todorov_strutturalismo_addio_meglio_vita_co_9_080130037.shtml

 

…e ancora  

A scuola si deve apprendere cosa dicono le opere, non cosa dicono i critici. Tzvetan Todorov prende la distanze dallo strutturalismo per proporre la riscoperta della letteratura, perché i grandi autori parlano della condizione umana.

 

«La letteratura può molto. Può tenderci la mano quando siamo profondamente depressi, condurci verso gli esseri umani che ci circondano, farci comprendere meglio il mondo e aiutarci a vivere. Non vuole essere un modo per curare lo spirito; tuttavia, come rivelazione del mondo, può anche, cammin facendo, trasformarci nel profondo. La letteratura ha un ruolo vitale da giocare, ma può ricoprirlo solo se viene presa nell’accezione ampia e pregnante che è prevalsa in Europa fino alla fine del XIX secolo e che oggi è stata messa da parte, mentre sta trionfando una concezione assurdamente ristretta. Il lettore comune, continuando a cercare nelle opere che legge come dare un senso alla propria vita, ha ragione rispetto a insegnanti, critici e scrittori quando gli dicono che la letteratura parla solo di sé, o che insegna solo a disperare.

Se non avesse ragione, la lettura sarebbe condannata a scomparire nel giro di breve tempo»

Tzvetan Todorov, La letteratura in pericolo, Garzanti, Milano, 2008, pp. 65-66.

 

http://www.gliscritti.it/blog/entry/2232

 

Personalmente  quandp mi chiedo perché amo la Letteratura mi rispondo con spontaneità:  perché mi aiuta a vivere.

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