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A study published in the Sept. 4, 2013 edition of Nature.com found that older adults (ages 60 to 85) significantly increased their ability to multitask with a brain-training video game.The game, called NeuroRacer, created lasting results (measured…

Simo Fedele Vernia‘s insight:

Videogames per anziani, migliorano le capacità cognitive e multitasking

Videogiochi  anche benefici effetti sul cervello. Secondo uno studio statunitense migliorano la memoria e le capacità Quando si parla di videogiochi saltano subito in mente gli aspetti negativi ed alcuni effetti collaterali. Si parla di dipendenza che può creare  aggressività, ma anche di problemi fisici come  danni alla vista. Ma a quanto pare si possono creare dei videogame che possono invece aiutare il cervello a mantenersi allenato. E’ quello che hanno sperimentato gli studiosi dell’Università di San Francisco. Lo studio, pubblicato su Nature, ha verificato infatti che si possono creare dei giochi che possono ostacolare il declino cognitivo delle persone anziane. Per lo studio è stato testato un gioco in particolare, il "NeuroRacer" 

un videogame ideato proprio dai ricercatori. In sintesi, il giocatore è impegnato nella guida di un’automobile che si inerpica per una strada in salita ricca di curve. Tutte le volte che il gioco fa comparire un particolare cartello stradale il giocatore deve premere un pulsante.

 

    http://www.west-info.eu/it/neuroracer-vifeogames-anziani-capacita-cognitive/

 

 

«Il cervello anziano si rimodula»
Un videogioco per  non invecchiare

L’esperimento richiede di sapere essere «multitasking», ovvero di saper cambiare rapidamente situazione: una condizione che di solito genera interferenze nel cervello che minano le prestazioni, soprattutto con l’aumentare dell’età. Ma dopo aver ricevuto solo 12 ore di formazione sul gioco i partecipanti di età compresa fra 60 e 85 anni hanno migliorato le loro prestazioni fino a superare i partecipanti ventenni. Il tempo dedicato alla gara è stato un’ora al giorno, tre volte alla settimana per un periodo di quattro settimane.
Dopo questo periodo, negli sfidanti più anziani sono migliorate anche memoria e attenzione.

 

http://www.ecodibergamo.it/stories/La%20Salute/892764/

 

Attività  per la mente.

Fondamentale per l’anziano è fare esercizi che attivano le capacità intellettive e operative  mentali, pensare capire e ricordare. Più il cervello funziona, più lavora e meno si rovina, meno si deteriora. Bisogna farlo allenare in modo costante e continuo, come si fa con il movimento del corpo.   Come si fa?  Con un lavoro che si chiama operativo. In pratica la mente deve fare operazioni mentali di: confronto, associazione, elaborazione, assimilazione, seriazione, classificazione, rappresentazione. (Vedi nel blog gli articoli sul pensiero). Anche di memoria. Ma non solo come ricordo automatico di una cosa, ma di assimilazione cioè di  collegamento di un dato con altri dati. In pratica si tratta di trovare qualcosa in un ordine logico che si è dato. Bisogna ritrovare  una cosa in un ordine di una stanza. Se abbiamo tutto in ordine, armadi, cassetti, secondo una categoria specifica, allora riusciamo a ritrovare sempre quello che cerchiamo, anche se non lo vediamo più, anche se non lo ricordiamo più. Fare memoria significa quindi ritrovare l’ordine delle cose.

http://www.progetti-educativi.it/?tag=giochi-per-lanziano

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