...indispensabile!!! Sempre più. Né  Google o  Amazon la potrebbe sostituire e nessuna crisi dovrebbe mai sacrificarla. Ed in una  circostanziata  lettera ai sindaci delle città e dei paesi italiani  Antonella Agnoli scrive  appunto Caro sindaco, parliamo di biblioteche (Editrice Bibliografica), con    chiarezza. L’autrice  ribadisce la convinzione che la cultura è il primo fattore che permette di vincere la crisi e che la biblioteca, anche  in una fase  di depressione economica  e  non solo, può diventare un’ opportunità di recupero dell terza età e delle classi disagiateCaro sindaco, parliamo di biblioteche

E’ necessario  creare luoghi che stimolino il rinnovamento culturale, la voglia di incontrarsi e di fare cose insieme. I sindaci dovrebbero avere il coraggio di pensare ai giovanissimi  in tempi e momenti che richiedono un forte capacità di pensare in grande, o almeno di sollevarsi al di sopra della meschinità generalizzata.

Ancora la scrittrice   ribadisce che nel Paese della lettura a livelli minimi europei, in cui solo un terzo dei cittadini ha comperato almeno un libro nell’ultimo trimestre 2011, nel Paese in cui l’analfabetismo di ritorno è un fenomeno diffuso e la comprensione dei testi più semplici è un privilegio per pochi, le biblioteche DEVONO  diventare un presidio di cultura e di socialità.

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BIBLIOTECA DI MINSK, BIELORUSSIA

Ad esempio all’estero lo sono già da tempo: in Gran Bretagna ci sono gli Idea Store (Idea Stores are more than just a library or a place for learning. As well as library services, they offer a wide range of adult learning courses and an extensive activities and events programme). In Danimarca le Living Library,

COSA SONO?

Le Biblioteche  Viventi  si presentano  come una vera biblioteca, con una sala lettura, uno “scaffale”, un catalogo, delle/dei bibliotecarie/i e tutto quello che da una biblioteca ci si aspetta..ma…per leggere i libri non bisogna  sfogliare le pagine, solo chiacchierare perciò   un’iniziativa che ha come fondamentale obiettivo  trasformare discriminazione e pregiudizi in dialogo e in relazioni positive nel  rispetto tra persone, nell’offrire a chi legge l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui nella quotidianità non si ha occasione di farlo e che quindi possono essere oggetto di stereotipi, pregiudizi e  discriminazione

https://i1.wp.com/www.ceipes.org/wp-content/uploads/2013/03/biblioteca-vivente.jpgAd  Helsinki si fanno esperienze-modello come la Information Gas Station  (The library is situated in the main post office building in the heart of Helsinki between the railway station and Mannerheimintie, the capital’s main thoroughfare. It’s a location thousands of people walk past every day on their way to and from work).

alexej ravskj artis russo contemp

Negli Usa sono stati realizzati progetti d’avanguardia anche nel deserto dell’Arizona, con comode postazioni informatiche, in sostanza punti di ritrovo per gruppi di cittadini  con  iniziative culturali e sociali di ogni tipo (assistenza ai consumatori, corsi di yoga,  dibattiti pubblici con il consigliere comunale).

https://i0.wp.com/www.e-architect.co.uk/images/jpgs/america/arabian_library_scottsdale_r250511_bt1.jpgL’idea dunque  di promuovere lo spazio della pubblica lettura quale luogo di libertà, di incontro e di opportunità è la sfida del libro , Caro sindaco, parliamo di biblioteche (Editrice Bibliografica), che promette con chiarezza espositiva che la cultura è il primo fattore che permette di andare oltre la crisi e che la biblioteca  è un’ opportunità di recupero di varie fasce sociali.

ImmagineBIBLIOTECA COLLEGE TRINITY DUBLINO

È quindi un libro-manifesto che rivendica in modo efficace un posto  contro l’ideologia dei social network come Tu non sei un gadget di Jaron Lanier, difensore di una prospettiva umanistica. Nel leggerlo si fa mente locale su  diverse cose: che esistono due tipi di biblioteche pubbliche (quelle di tradizione umanistica italiana, le public libraries tipiche di una tradizione protestante), che solo il 2% di italiani legge più di due libri al mese, che all’estero gli intellettuali utilizzano quelle pubbliche, che una biblioteca è un luogo di socializzazione, che i volumi cartacei garantiscono meglio  la permanenza di un testo rispetto ai  corrispettivi digitali, che i supporti informatici spesso cambiano nel tempo e diventano spesso non utilizzabili , che per trovare un testo che ci serve abbiamo bisogno di una selezione ragionevole, che  il bibliotecario riesce a trovare quello che ci occorre meglio di un motore di ricerca, che i computer non possono essere un sostituto della scuola né di una biblioteca,  che in Italia c’è una grande  arretratezza culturale quasi  immobilismo (percentuali di lettori in diminuzione, tassi di laureati metà di quelli europei, differenze tra scuole di campagna e scuole cittadine), che le biblioteche possono funzionare come luoghi sociali deputati all’incontro con gli altri,  che le public libraries sempre di più svolgono un ruolo di accesso a molti.

Infatti ci si va per avere una connessione gratuita a internet  o anche  capire come presentare un documento on-line,  e se  le biblioteche diventassero  capaci di fornire molti   servizi ( pagare le bollette, sede per corsi di yoga,  bar per l’aperitivo…) si trasformerebbero nei luoghi di riferimento per i cittadini e quindi piazze del sapere, come dice il libro  precedente di Agnoli,, Certamente fondamentale è il ruolo del volontariato per allargare l’offerta di  attività socioculturali e  le biblioteche – a saperle progettare – possono diventare -come  in molti casi in Italia-  centri propulsori  anche di riqualificazione urbana…

ImmagineGEISEL LIBRARY , LA JOLLA

Insomma  questo libro  Caro sindaco,  potrebbe essere  uno slogan: una biblioteca pubblica all’avanguardia in ogni quartiere e tra cinque anni l’Italia sarà diversa. Se, come ci informa  racconta Agnoli, ha funzionato nel piccolo comune di  Maiolati Spontini, con  6.132 abitanti ( Ancona) potrebbe funzionare anche altrove

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