“Comunicare le emozioni: un tempo per farlo si scriveva una lettera, oggi un sms o una e-mail. Così idee e sentimenti viaggiano attraverso abbreviazioni e acronimi, in maniera veloce e funzionale. Non è possibile definire questo cambiamento in termini qualitativi, si può però prendere atto della differenza delle modalità di impatto che questa nuova forma di comunicazione ha sulle relazioni tra gli uomini: quanto quella di ieri era una comunicazione anche fisica, fatta di scrittura, odori, impronte e attesa, tanto quella di oggi è incorporea,
impersonale e immediata”

Questa affermazione può essere condivisa??

Io penso che se l’emozione  è presente sarà la conoscenza dello strumento che permetterà all’emittente e al ricevente di cogliere l’emozione !!!

Si deve considerare quanto siano cambiati gli strumenti della comunicazione delle emozioni e quindi di tutta la comunicazione, perché, per antonomasia, comunicare significa sempre comunicare emozioni, anche quando si legge il bollettino  della Borsa (e che emozioni!). Catullo e Lesbia, se si fossero scritti delle  lettere, non avrebbero usato la carta, ma il papiro o la pergamena; più verosimilmente, però, si sarebbero serviti di tavolette incerate e, comunque, non c’era la  Posta per i privati: altri tempi, altre attese, altre impronte, altri odori. Inoltre le lettere di congedo dal servizio militare di un  soldato romano (non c’era emozione nel tornare a casa?) erano di  bronzo e pesavano quasi un chilo. E le lettere dei morti nel mondo egizio? E quelle  della Legge delle Dodici Tavole?

Non dobbiamo trascurare un dato storico essenziale essenziale: i sentimenti restano sostanzialmente quelli, da quando Adamo scoprì negli occhi di Eva l’amore e Caino in quelli di Abele la nascita di un odio irrefrenabile.

Gli strumenti per comunicarli cambiano e cambieranno in continuità. Non è un problema. Non si può affermare  che “non è possibile  definire questo cambiamento in termini qualitativi” pensando, forse, che la qualità dei sentimenti non cambi. La qualità dei sentimenti certamente non cambia (anche se, pensando al secolo della Shoah, dei gulag, dei genocidi che tutto l’hanno percorso dall’inizio alla fine, sorgono molti  dubbi); cambia  invece il come esternare dei sentimenti ed anche questa è parte della qualità. È lo strumento della comunicazione che cambia quest’aspetto della qualità dei sentimenti, incidendo in maniera rilevante sulle relazioni e di conseguenza sulla società.
Non pensiamo  sia possibile fermare i cambiamenti o giudicarli dal punto di vista morale e comportamentale e non rendersi conto che la storia di tutti i giorni è una evoluzione e nel nostro caso velocissima… – ma costante. Se l’emozione è presente, qualsiasi sia lo strumento per comunicarla, quello strumento la comunicherà e sarà la conoscenza dello strumento che permetterà di cogliere l’emozione.

Ricordiamo il  valore iconico della scrittura alfabetica (la nostra… e quanto
più grande quello delle scritture ideografiche!) per cui la prima lettera del nostro alfabeto è la stilizzazione della testa del toro (aleph, alfa) !!!

DA TENERE A MENTE

Credo che questa nostra società debba essere affidata alla forza fiduciosa della creatività dei giovana, anima della cultura dell'”umanesimo perenne”,  cultura della vita che non ha mai avuto paura di andare oltre le Colonne d’Ercole, da Eraclito a Einstein. Una strada tracciata con un sistema comunicativo che si è costantemente evoluto.Un dato che anche la  scuola italiana  ha fatto proprio con il Regolamento per l’innalzamento dell’obbligo di istruzione, il cui primo Asse è “Linguaggi” (compreso il linguaggio digitale), che risponde ad una delle competenze basilari  della Strategia di Lisbona 2010.
È, dunque, ancora tanto il cammino da compiere per non perdersi per strada o farsi trascinare da  chi, invece,  – adulti ed educatori – dovrebbe guidare .

Annunci