I versi di Montale

«L’ombra della magnolia giapponese

si sfoltisce

or che i bocci paonazzi

sono caduti»

Prendo lo spunto dalla fioritura della mia MAGNOLIA GIAPPONESE nel piccolo giardino che io e Vito curiamo e amiamo. Questa pianta ha  fiori carnosi che anticipano le fogli, può avere le dimensioni di un piccolo albero o di un grande arbusto, adatta agli spazi verdi non troppo assolati. E’ famosa per il profumo dolce e nello stesso tempo penetrante.

 Perchè questo NOME !!

 

Il nome gli venne assegnato solo nel 1700 da un certo Plumier, il quale decise si chiamare questo meraviglioso albero come il botanico Pierre Magnol quello  che introdusse il concetto di famiglia botanica.

La magnolia è una pianta, le cui origini ci portano nelle regioni meridionali degli Stati Uniti, in Corea, Cina e Giappone. Molto presenti in Italia, è facile incontrare esemplari centenari dalle grandi dimensioni in giardini pubblici e privati, orti botanici o parchi.

E’ una pianta  forte che ha bisogno di molta luce, riparo dai venti e, pur essendo un albero resistente alle basse temperature, necessita però di evitare le gelate invernali, e in particolare quelle che si hanno a fioritura iniziata perché  riuscirebbero a danneggiare i boccioli ( come è successo alla nostra…)

Pierre Magnol era un signore paffuto, con una folta e riccioluta testa , come usava la buona società francese del ‘600. Dalla tranquilla pianura di Montpellier, in gioventù si recò sulle Alpi e Pirenei pur studiarne la flora, diventando così autorevole da meritarsi un posto nella storia: fu lui a inventare il concetto di ‘famiglia botanica’, una delle basi della classificazione scientifica ancora in uso. E merita che il suo nome sia stato dedicato dal botanico Plumier a un gruppo di piante splendide e conosciute come le magnolie, che dall’America e dall’Asia sono venute a popolare parchi e giardini d’Europa, a partire da metà ‘700.

CURIOSITA’

In Italia, nel corso del XVIII secolo, ogni parco nobile aveva le sue magnolie, destinate a diventare esemplari giganteschi. Prima ancora che apparissero le api sulla Terra, in epoche remotissime, le magnolie già popolavano i boschi di 20 milioni di anni fa, come testimoniano reperti fossili di questa pianta così antica, ma ci sono tracce della sua esistenza che contano ben 100 milioni di anni.

Una grande scrittrice e conoscitrice del mondo vegetale, Vita Sackville-West ( inizi del ‘900)  ne fa una particolare descrizione:  “…grandi, come colombre bianche; il tessuto dei petali densi come crema; un profumo che ricorda il limone, insostenibile…Il fiore è di per sé di una bellezza splendida. Il tessuto dei petali è una densa crema; non dovrebbero essere definiti bianchi, perché sono avorio, se mai potete immaginare l’avorio e il color crema combinati in una pasta densa, con tutta la morbidezza e la levigatezza della pelle umana giovane”.

Vita Sackville-West, da William Strang

Si dice che….

il suo profumo guarisca dalla tristezza  e che nel continente americano le grandi magnolie sempreverdi hanno avuto un posto importante nelle tradizioni dei nativi: essi affidavano al potere dei fiori, espresso dal loro intenso profumo, la capacità di guarire da vari malanni, ed estraevano dalle foglie un infuso contro la febbre; in Cina è stata documentata l’esistenza di un prontuario farmaceutico di oltre 1.000 anni fa, nel quale si tracciava l’efficacia della magnolia contro vari problemi, tra cui la tristezza. Infatti i principi attivi estraibili da alcuni tipi di magnolia, il magnololo e l’onochonolo, hanno proprietà ansiolitiche e antidepressive ed ancora oggi I fito-derivati di magnolia si trovano nelle erboristerie  per lo stesso impiego.

Il giardino è una terra di confine, un compromesso tra l’interno e l’esterno, la natura e la civiltà, che in quell’intervallo di terra si incontrano senza fondersi. Ad esso – zona profumata-  Claudia Gualdana in Eva e la Rosa. Storie di donne e regine di fiori-  libro piacevole e interessante ricco di aneddoti storici e botanici-  ha dedicato questo appassionato saggio, imperniato sulle più celebri donne giardiniere attratte dallo splendore della rosa, «mistero, emblema, stemma», da santa Ildegarda Von Bigen a Madamoiselle de Sombreuil, da Vita Sackville-West a Gertrude Jekyll, da Carolina di Borbone a Rose de Beauharnais, ribattezzata Joséphine dal geloso Napoleone.

http://giardinaggioirregolare.files.wordpress.com/2011/10/eva-e-la-rosa-claudia-gualdana.jpg

UN CONSIGLIO PER LA BELLEZZA FEMMINILE

Un bagno rilassante tra vapori profumati alla magnolia dimostra il suo potere antitristezza: fragranza dai toni sottili.

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