“Mo’ te lo spiego a papà!” il nuovo libro di Francesco Uccello: nasce dal blog omonimo, dove l’autore offre il punto di vista di un papà con grande senso dell’ironia.    
  Succede anche a voi, di fronte a una domanda molto concreta  dei vostri bambini di rimanere senza parole e cadere nel panico perché non sapete cosa o come rispondere?
Se vi è la tentazione di scappare o di “passare la patata bollente” essa  è una tecnica molto in voga!
Non temete: sta per arrivare la risposta al vostro problema con  “Mo’ te lo spiego a papà!” il nuovo libro di Francesco Uccello: dal  inizialmente l’autore ci mostra il punto di vista di un papà con grande senso dell’ironia. 

                 

Francesco di mestiere fa l’educatore, e di esperienza con bambini e ragazzi ne ha tanta, ma quando diventa papà di DA1 (il primogenito) e DA2 (il secondogenito, a soli sedici mesi di distanza) scopre che essere genitore è un lavoro completamente diverso ma  meraviglioso, sfiancante, entusiasmante…
Come tutti i piccoli  d’uomo, DA1 e DA2 sono curiosi e bombardano i genitori di domande complesse, stravaganti, o profondissime su ogni argomento possibile. Mamma Stefania ha trovato una soluzione a dir poco geniale: «Andate da papà, che ve lo spiega lui». E a Francesco non resta che armarsi di pazienza,  una sana dose di ironia  e prepararsi a rispondere.
Francesco è una persona  determinata, acuta, sveglio come uno scugnizzo e sensibile , ha un lato Peter Pan che piace ed  è piaciuto  nella sua apertura dal blog al libro.

Ha  già pubblicato un libro per ragazzi, ma questo ha tutto un altro sapore rappresenta un piacere che è cresciuto ha  pensato a quelli che non hanno voluto scommettere su di lui e a quanti non lo  hanno sostenuto.In cinque aggettivi si descrive il suo libro

1.    Checazz assaje che sarebbe una cosa tipo divertente o simpatico.
2.   Leggero, ma di quella leggerezza che Calvino descrive nelle sue Lezioni Americane.
3.    Profondo perché parla di sentimenti contrastanti, di cose che non ci dicono e di cose che abbiamo paura di dire ad alta voce.
4.   Amoroso perché come descrivo nell’ultimo capitolo anche i papà amano.
5.    Emozionante, ma di quelle emozioni che i genitori a volte faticano a ricordare e a osservare ogni giorno.”

“Quattro personaggi + una periferia + un pizzico di napoletanità + una dose massiccia di capricci e genitorialità alle prime armi + leggerezza quanto basta”

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