“Tamaro: genitori dei tempi ottusi”
di Alessandro Camilli   12 aprile 2013    da  Blitz quotidiano

ORVIETO – Mala tempora currunt, dicevano i latini. “Tempi ottusi” afferma  Susanna Tamaro sul Corriere della Sera- Una madre e un padre ed  un’intera schiera di genitori, sentono lesa la dignità loro e del loro figlio di 4 o 5 anni, sono all’asilo,  perché al loro figliolo  è stata assegnata la parte dell’asino. Ma non dell’asino nel senso di “ciuccio”,  ultimo della classe, bensì  del somaro che, con un cane, un gallo ed un gatto, cacciato dalla fattoria dove viveva, vuole  diventare musico. Una delle più famose  fiabe dei fratelli Grimm: I musicanti di Brema. Una  favola “classica” che attraverso le storie fantastiche di personaggi inventati offre un valore aggiunto all’educazione dei nostri figli. Una di quelle fiabe con la morale, come quelle di Esopo di  qualche migliaio di anni fa. Una favola che gli ottusi”, cioè ormai gran parte di noi, non vogliono più  intendere.

immagine fiaba

(Immagine illustrativa: By Leslie Brooke, 1909 [P.D.])

La scrittrice Susanna Tamaro, sul Corriere della Sera, tratta  di questo episodio avvenuto in un asilo di Orvieto. Scuola dell’infanzia dove delle “sventurate” maestre avevano deciso di preparare  una recita di quelle  alla buona  per divertire i genitori  ma soprattutto per insegnare qualcosa ai bambini più piccoli facendoli divertire. Una di quelle recite che aiutano i più timidi a superare la timidezza. E  avevano scelto come soggetto una favola di Grimm. Sventurate: non avevano tenuto conto che una scelta così è…così evidentemente troppo azzardata nell’epoca dei talent e della cultura dell’ignoranza arrogante. “Sventurate” perché stavano per scontrarsi con  genitori ignoranti arroganti  numerosi in  tempi ottusi.
Non avevano infatti considerato, le “sventurate”  maestre, che la storia prevedeva la presenza di ben quattro protagonisti. Quattro  i “ruoli principali” da assegnare:  del cane,  del gatto, del gallo e  dell’asino. Quattro animali che semplicemente  vivevano all’epoca dei Grimm come oggi nelle fattorie di tutto il mondo. Ma, evidentemente, un cane non è uguale ad un gatto e, soprattutto, non è uguale ad un asino.

I genitori del malcapitato figlio infatti, quando hanno saputo che il bambino  si sarebbe dovuto abbassare nel ruolo del somaro, hanno vibratamente protestato. E, buon per loro, hanno ottenuto che fossero quelle megere delle maestre ad interpretare gli animali. E chissà come si saranno divertiti i bambini a guardare le insegnanti che recitavano al posto loro…
“Alla base di tutto – scrive la Tamaro – c’è purtroppo un’incredibile ignoranza che, in un sistema educativo ormai degradato come il nostro, si è trasformata in arroganza. A parte il fatto che l’asino è un animale di grande intelligenza e ironia, oltre ad aver gloriosamente attraversato la storia sacra della nostra fede – la leggenda popolare, infatti, vuole che la croce tracciata sul dorso stia a ricordare l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, in groppa ad un asino, il giorno dell’osanna – quello che trovo intollerabile, nel nostro Paese, è questa assoluta incapacità di comprendere che non tutto può essere ridotto alla banalità del primo pensiero superficiale. Limitare il pensiero alle reazioni del bianco e del nero non è molto diverso dal vivere come certe creature unicellulari che, come unica manifestazione di vita, si allontanano e si avvicinano dalle fonti di luce: un comportamento etologico del tutto normale, dato che, in loro, manca il cammino evolutivo, oltre alle stratificazioni di migliaia di anni di cultura”.
Ed ha ragione l’autrice: ai genitori del bambino in questione mancano i migliaia di anni di cultura o anzi manca proprio la cultura. Ma la cosa peggiore  è, come anche la Tamaro rileva, che questa totale astensione dalla cultura e dal vivere civile è, particolarmente in Italia, situazione molto  radicata da aver invaso  tutta la nostra società sino a quei livelli che dovrebbe essere la difesa della cultura.

Ancora la Tamaro afferma“La perdita della sapienza educativa che si protrae ormai da qualche decennio è la causa  prima del precipitare del nostro viver comune nel gorgo della barbarie…siamo ormai proni agli ottusi, agli ignoranti…”.

Susanna Tamaro non risparmia tanto meno assolve la nuova montante cultura/incultura politica e civile. “Mi turba l’orgoglio con cui alcuni aderenti a certi movimenti (…) hanno proclamato di non avere intellettuali al loro interno”.

Ogni  movimento politico e non solo  dovrebbe raccogliere e rappresentare i sentimenti più nuovi e più freschi, da opporsi a periodi di mala politica anche in senso culturale. Ma non sono  gli unici esempi di come il rifiuto dell’asino sia cosa sin troppo diffusa.. Per non ricordare la cronaca di tutti i giorni che ci informa di genitori che si scagliano contro insegnanti che hanno dato un brutto voto al loro figlio e peggio ancora.
Ecco la favola che ridona speranza e fiducia

CONSIGLI DI LETTURA

Quando i  bambini sono stanchi  e sfiduciati , ecco la favola dei musicanti di Brema: l’avventura di quattro animali che riescono a vivere una seconda vita e ribaltare una situazione di  stanchezza.

Nelle favole, gli animali rappresentano spesso il mondo  delle emozioni, mentre gli esseri umani appartengono al mondo della razionalità. Quante volte il mondo degli adulti non riesce ad accettare la  mutevolezza del bambino; ma in realtà le emozioni sanno trovare la strada giusta e trovare la  perfetta armonia  ed un gousto equilibrio.

I protagonisti non hanno particolari super poteri, non servono doti straordinarie per realizzarsi. Il potere più grande è proprio quello di riuscire a essere sé stessi ed ogni animale si esprime in maniera autentica; i sogni  fanno rinascere gli animali,   farli incontrare, conoscere e diventare forti insieme. A Brema gli animali non arriveranno mai, ma l’importante  è avere l’obiettivo  dentro di sé. Dall’avere un sogno si provoca la forza  per realizzarlo.

E’ la favola giusta da raccontare quando i bambini vivono periodi di stanchezza e malinconia, quando si sentono impotenti di fronte a situazioni nuove, quando pensano di non riuscire a fare con le proprie forze, quando si sentono soli.

C’era una volta….
ancora oggi, in questo tempo di tecnologia e di televisione, basta questa frase “magica” per ottenere l’attenzione dei bambini, che si apprestano, affascinati, ad ascoltarci.
Ecco, allora…Animali parlanti, animali magici e sapienti, dotati di poteri straordinari ci riportano, attraverso queste favole e fiabe ad una antica saggezza popolare, ma ci regalano anche momenti di puro divertimento.
Leggiamole allora ai nostri bambini e regaliamoci, assieme a loro, qualche momento di serenità

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