Dalla postfazione di Paolo Albani: “Certo che la vita dei personaggi letterari che continua e si procrastina «oltre il libro» o «fuori del libro» cui appartengono è davvero stravagante. In genere è una vita “travagliata”, nel senso di contraffatta, distorta, sottoposta alle manipolazioni più impensate. Fuori dal contesto abituale creato per loro dall’autore che li ha inventati, i personaggi letterari finiscono per diventare altre persone, prendono strade imprevedibili, spesso drammatiche, rovinose o all’opposto parodicamente comiche; altre volte invece si avventurano in strade banalmente positive, che li riscattano dalle abiezioni sofferte, narrate nella prima versione della loro fittizia esistenza.”



                             

Il codardo, il pavido, il vigliacco curato di campagna. «Quel libro mi ha rovinato la vita. Altro che fama. Sai cosa me ne faccio dei soldi se poi per strada mi si ride alle spalle».

Subito riconosciuto da tutto il paese dove viveva come il famoso  Don Abbondio, il pacato  bancario Mario Abbondi, una volta finita l’attività covava  qualcosa dentro di sé. Lo scarso rispetto nei suoi confronti, la misera opinione che la gente si era fatta di lui, pusillanime personaggio, non gli andava più bene.

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Ora mi domando: Che fine hanno fatto Don Abbondio, Renzo, Lucia e tutti gli altri? Enrico Mazzardi ha raccolto informazioni sulla loro vita – I promessi sposi è un libro che  molti italiani hanno letto: il risultato è tra le pagine di Soggetti smarriti. Ma non c’è solo Manzoni: ci sono Stevenson, Melville, Pirandello, Süskind, Kafka, Joyce, … Mazzardi ha riscritto le vite dei loro personaggi.

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In alcune storie i personaggi hanno sembianze di attori pagati dall’autore, in altre sono più simili al proseguimento dei romanzi dai quali sono tratti, e altri, infine, si distaccano  maggiormente. Ce n’è per tutti i gusti e  la cosa più bella è che in questo gioco di ri-scritture (vecchio sistema  quanto la prima narrazione) si elabora una rete attraverso la quale i personaggi possono muoversi, vivere ancora una volta e   incontrare nuovi personaggi. La ri-scrittura rompe le catene del primo autore.

Soggetti smarriti di Enrico Mazzardi, Il Foglio, 2011

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