Quando diciamo cose tipo “Le persone non cambiano”, facciamo impazzire gli scienziati. Perché il cambiamento è letteralmente l’unica costante di tutta la scienza. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono, muoiono. È il fatto che le persone cerchino di non cambiare che è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose come erano invece di lasciarle essere ciò che sono, il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere, malgrado tutte le indicazioni scientifiche, che nella vita tutto sia per sempre. Il cambiamento è costante. Come viviamo il cambiamento, questo dipende da noi. Possiamo sentirlo come una morte o possiamo sentirlo come una seconda occasione di vita. Se apriamo le dita, se allentiamo la presa e lasciamo che ci trasporti, possiamo sentirlo come adrenalina pura, come se in ogni momento potessimo avere un’altra occasione di vita, come se in ogni momento potessimo nascere ancora una volta.”

Mi piacerebbe essere l’autrice di questo passaggio, stralcio della voce narrante di un episodio di Grey’s Anatomy, serie tv molto amata.  Chi parla è la protagonista, Meredith, si riferisce a se stessa, al suo nuovo modo di vedere il mondo dopo lo shock dell’aborto e dopo avere vissuto sulla propria pelle un episodio di violenza. La creatività comporta un processo di cambiamento.



    


Spesso si sente ripetere che le persone fanno resistenza al cambiamento perché “è difficile o doloroso”. In realtà la sofferenza è causata  dalla resistenza al cambiamento. Come cercare di fare resistenza fa il processo di cambiamento difficile e doloroso, così è la resistenza alla nostra creatività che porta  sofferenza. Bisogna mettere in evidenza come sia importante tenere a mente che sforzo e sofferenza sono due cose diverse.

                    

Per andare verso il cambiamento si può trovare un approccio  quasi poetico: la torta della vita  è UN SISTEMA  semplice: basta fare un esercizio,un foglio e una penna, disegnamo una torta divisa in sei fette e su ogni fetta scriviamo le nostre priorità nella vita, in questo momento della  vita. Limitiamoci a  sei elementi: essi possono essere  famiglia, lavoro, amici, amore, creatività, spiritualità.

Fissiamo  su ogni fetta un punto che è il grado  di realizzazione in cui crediamo di trovarsi in quell’ambito specifico della nostra vita: se il livello è alto lo metteremo verso l’esterno della torta (verso la “crosta”), se invece il livello è basso si resterà al centro. Uniamo i punti con una linea, formiamo un simbolo che ci indicherà in quali ambiti siamo sbilanciati. La perfezione si può avere ottenendo un cerchio ed a quel cerchio bisogna tendere, con il cambiamento.

       One Day

Questo gioco-esercizio è il punto di riferimento tra le pagine di un ipotetico diario,  le famose “tre pagine” che dovrenno scrivere costantemente. eco perché comunicare anche in rete scrivendo, è importante: riguardiamo i nostri punto di riferimento quelle sono le parti della nostra vita che hanno bisogno di più cura di altre, perché nel tempo forse  ci siamo impoveriti.

   

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