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TRA LOGO E COMUNICAZIONE

messaggio per tutti gli amici ed amiche che frequentavano i pomeriggi del lunedì pomeriggio al Fondaco: ci rivedremo al più presto !!!

GLI EVENTI EFFETTUATI

Tobino ed il suo particolare romanzo

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LEGGERE PER...PER LEGGERE

Dal blog Il mio mondo della lettura – Letture senza tempo, mi riallaccio al motto “Leggere è libertà, come amare o sognare…” – Pennac –

Ho riletto “Il perduto amore”, uno dei romanzi scritti dall’autore lucchese, nel mio rifugio in Umbria, al fresco della passeggiata della Rocca

Mario Tobino, Il perduto amore, Mondadori, 1979 PREMIO STREGA

La prima edizione Mondadori uscì nel gennaio 1979 , seguita da una seconda edizione nel febbraio successivo. L’ho voluto riprendere in mano per una seconda lettura, perché Tobino graffia lo specchio dell’anima.

Ma cosa è il perduto? Anche in amore può esserci il perduto? O c’è soltanto il vissuto? Forse è il vissuto che ci distanzia dal perdere gli amori e la vita. Così Pierfranco Bruni :”La letteratura è uno scordare e un ritrovare. Un dimenticare e un recuperare. Lo sguardo degli occhi sconfitti dallo specchio nella letteratura di Mario Tobino sono…

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Caravaggio segreto

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Caravaggio segreto
I misteri nascosti nei suoi capolavori
Sperling & Kupfer pagine 184 € 18,00
Michelangelo Merisi , pittore lombardo, genio e sregolatezza è proprio il caso di ribadirlo, non si è mai stanchi di ammirarlo o di leggerne imprese e misfatti. Non aveva niente di Leonardo o del Buonarroti, eppure scoprirete che citazioni nei suoi quadri per i due sommi artisti sono spesso presenti, una mano che ricorda uno dei santi della Cappella Sistina, un angelo particolarmente effeminato che ricorda quello transessuale disegnato da Leonardo, un ghigno che ricorda un soldato della battaglia di Anghiari sono la prova di una grande ammirazione per i due maestri i e che dire della cultura, nei suoi quadri a ben guardarli emerge un uomo colto, per niente a digiuno di cultura classica e sapere religioso.  Eppure il Merisi, dottor Jeckill e Mr Hyde ante litteram, era sempre pronto alla rissa, con un coltellaccio o una spada nella giacca, nel quartiere di Campo Marzio spadroneggiava come un bullo, spesso impegnato a rincorrere sottane o bei ragazzi, anche le sue preferenze sessuali rimangono un mistero, eppure quando prendeva il pennello in mano si accendeva la luce e non ce n’era per nessuno, i bacchettoni scartavano le sue Vergini e le sue Maddalene perchè troppo carnali?,
Nessun problema, baroni e marchesi era sempre pronti a spendere centinaia di scudi, pur di avere quelle preziose tele.   Dobbiamo essere grati allo storico dell’arte Costantino D’Orazio per questo testo colto, prezioso, appassionato che con un linguaggio chiaro e semplice senza accademia, avvicina noi tutti al genio di un grande italiano,a noi per niente avvezzi all’arte e ai suoi misteri visti i tagli all’istruzione che ogni anno aumentano la nostra e l’altrui ignoranza come le crepe nelle domus pompeiane la sciatteria di certe amministrazioni dei Beni Culturali, alla fine ci ritroveremo tutti a guardare Peppa Pig e a pensare che si tratta di geroglifici egiziani.
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Nel saggio D’Orazio, attraverso la descrizione di decine di capolavori rivela tutto l’acume ,l’originalità e la sensibilità di Caravaggio  ,  pittore sfrontato, vedi “La Maddalena penitente” dove a interpretare la donna dei Vangeli  chiamò proprio una delle prostitute più famose dell’Ortaccio , non mancano mai le citazioni per i suoi Maestri ,Leonardo Da Vinci (L’angelo incarnato) e una grande pittrice  Sofonisba Anguissola (Bambino morso da un granchio).
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Un saggio che diventa avvincente come un Rebus : riuscirete a scoprire chi è l’assassino nel “Martirio di San Matteo”? O intricato come un thriller quando si tratterà di scoprire chi è stato ad assassinare il celebre pittore.
Autore Luigi De Rosa
Le meretrici , Maddalena Agnoletti è  LA MADONNA DEI PELLEGRINI ,
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   NEL CINQUECENTO , LE “MERETRICI ONESTE ” SONO COSÌ NUMEROSE E RICCHE CHE DIVENTA DIFFICILE DISTINGUERLE DALLE NOBIL DONNE. COSÌ LA MAGISTRATURA IMPONE LORO DI INDOSSARE MANTELLI GIALLI, CHE NON PER CASO ACCOMPAGNANO SPESSO LE MODELLE DEL CARAVAGGIO.  La vita  , le opere nei loro particolari e significati  . Non per soldi ma per fama  . Protetto e invidiato. Benvoluto e odiato. In eterna lotta per aggirare il CONCILIO DI TRENTO  e i suoi limiti per la sua genialità. quella luce che colpisce un punto  , nel MARTIRIO DI SAN MATTEO E DAVIDE E GOLIA è un ‘ illuminazione senza eguali  . Qualcuno non lo ama perché macabro e religioso  . Ma anche qui mi viene in mente IL TESTAMENTO DI TITO  .
E vogliamo parlare di NARCISO
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e SAN GIOVANNI BATTISTA?
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E degli angeli ermafroditi e delle monete in VOCAZIONE DI MATTEO?
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E come dice un ‘ altro genio GRANDI SPIRITI HANNO SEMPRE TROVATO VIOLENTA OPPOSIZIONE DA MENTI MEDIOCRI (ALBERT E .) .  E QUANDO VIENE LA SERA E IL BUIO TI TOGLIE IL DOLORE DAGLI OCCHI…. SCIVOLA IL SOLE ALDILÀ DELLE DUNE A VIOLENTARE ALTRE NOTTI….

Entrando nei quadri di Caravaggio…

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Continua la serie delle invasioni dei miei alunni dentro i quadri più famosi della storia dell’arte. Dopo Leonardo e Botticelli, oggi è toccato a Caravaggio. Non mi dilungo sull’efficacia didattica di questo tipo di attività (estremamente ludica ma anche formativa) per andare direttamente a raccontare l’esperimento.

Sorgente: Entrando nei quadri di Caravaggio…

 

Entrando nei quadri di Caravaggio…

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Continua la serie delle invasioni dei miei alunni dentro i quadri più famosi della storia dell’arte. Dopo Leonardo e Botticelli, oggi è toccato a Caravaggio. Non mi dilungo sull’efficacia didattica di questo tipo di attività (estremamente ludica ma anche formativa) per andare direttamente a raccontare l’esperimento.

Sorgente: Entrando nei quadri di Caravaggio…

Moda mode…..

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La tendenza tie dye ritorna con l’estate 2020

gwyneth

Si chiama tie & dye perché, come suggerisce il nome, tramite due semplici azioni – quella di annodare e poi tingere – il tessuto si arricchisce di sfumature effetto delavé. Una tecnica precisa che rimanda immediatamente alle atmosfere hippie degli anni 60 e 70 e, nello specifico, alle tipiche stampe psichedeliche del tempo, con spirali e mandala multicolor

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Photo by Oleg Magni on Pexels.com

Questa tendenza, di cui da qualche stagione designer, It-girl e celeb hanno iniziato a riparlare, è ufficialmente tornata quest’anno. Naturalmente si tratta di un tie dye molto sofisticato, reinterpretato secondo gli stili più diversi. Lo confermano le proposte di Dior, Versace, Off-White, Acne Studios, Isabel Marant, Ralph&Russo e MSGM: i designer che hanno scelto di raccontare questo trend sulle passerelle primavera estate 2020 lo hanno fatto seguendo percorsi diversi, ma raggiungendo tutti risultati eccezionali. Guardare la nostra selezione per credere

….capolavori dell’arte e patologie

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Silvia Mazza  di Finestre sull’arte  

ci indica:” Se l’arte è anche catarsi della sofferenza, conforto dell’anima oltre che diletto per gli occhi, in questo nostro tempo di malattia e morte siamo andati in cerca di esempi di opere d’arte in cui la patologia, sublimata, ha cessato di coniugarsi con il dolore. La malattia diventa elemento che partecipa di un esito squisitamente armonico, e perciò classicamente “bello”, finendo per stabilire anche un canone estetico, come vedremo per la Venere di Botticelli. Nell’esercizio di dialogo tra saperi e competenze diverse, abbiamo così sottoposto alcune opere, celebri e meno note, alla “diagnosi” di un medico con la passione per l’arte….”

In questo particolare momento si è iniziato un “esperimento” di interdisciplinarietà, medici-storici dell’arte, con  risultati interessanti ( come Gian Carlo Mancini, L’arte nella medicina e la medicina nell’arte, Roma, 2008),  il Centro Studi GISED, associazione senza fini di lucro nel settore dermatologico, riconosciuta dalla Regione Lombardia, ha realizzato una galleria virtuale di malattie della pelle documentate nelle opere d’arte,  diventata  mostra itinerante (“Arte e Pelle”). Ad esempio nel  Ritratto della Famiglia di Carlo IV (1800-1801) sulla tempia di Maria Giuseppina di Borbone, infanta di Spagna, zia del re Carlo IV, Goya evidenziò  una lesione pigmentata dovuta probabilmente ad un melanoma, un tumore cutaneo pericoloso se non diagnosticato precocemente.

goya maria_giuseppina_di_borbone

Studio di melanoma

o una cheilite angolare o boccheruola, una infiammazione della bocca, al lato destro delle labbra nel ritratto La vecchia (1506) di Giorgione (Castelfranco Veneto, 1478 – Venezia, 1510)

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La vecchia

oppure le cicatrici  nel Ritratto di Sir Richard Southwell /1536) di Hans Holbein il giovane (Augusta, 1497 o 1498 – Londra, 7 ottobre 1543)  dovute a una forma di tubercolosi cutanea detta anche scrofuloderma

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Richard_Southwell

Diversi sono gli studi che considerano l’arte come disciplina utile per il miglioramento di competenze alla base della professione medica, come quello condotto dalla Sapienza di Roma nel 2016 (“Arte e Medicina: dalla visione alla diagnosi”, a cura di Vincenza Ferrara). Tra i capitoli ce n’è uno dedicato alla iconodiagnostica.

Arte e medicina

saggio

In iconodiagnostica ci aggiorna ancora  Silvia Mazza, “si  sono cimentati vari medici. Come Vito Franco, docente di Anatomia patologica presso la facoltà di “Medicina e Chirurgia” dell’Università di Palermo, che ha “visitato” un centinaio di opere diagnosticando diverse malattie ai personaggi raffigurati. Dall’aracnodattilia, di cui sarebbe affetta la Madonna della rosa (1530) di Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino (Parma, 1503 – Casalmaggiore, 1540), per le dita sproporzionatamente sottili ed allungate rispetto al palmo della mano, come le zampe di un ragno,

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Particolare 

o ipercolesterolemia della Gioconda (1503-1504) di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) desunta dall’accumulo di grasso sotto l’occhio sinistro

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Gioconda

INFINE…la giornalista  è andata  col dottor Raffa alla ricerca della patologia anche quando non è l’oggetto dichiarato dell’opera d’arte, cogliendola e diagnosticandola attraverso un dettaglio..  accertare la manifestazione di una malattia, come fatta dalla iconodiagnostica sull’opera dei maestri del Rinascimento, come la Fornarina (1518 – 1519) di Raffaello, in cui sarebbe rappresentato un tumore alla mammella. Raffaella Bianucci, con i colleghi dell’Università di Torino, ha pubblicato su “The Lancet Oncology” una ricerca su alcune opere per seguire la manifestazione di tale malattia, come La notte

la notte

Ghirlandaio

(1555-1565) di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (Firenze, 1503 – 1577), trasposizione in pittura dell’analoga figura scolpita da Michelangelo per la tomba di Giuliano de’ Medici, duca di Nemours (1524-1534), nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze, e L’allegoria della Fortezza (1560-1562) di Maso di San Friano (Firenze, 1531 – 1571)attivo per quasi mezzo secolo, “sono almeno tre i dipinti in cui egli avrebbe rappresentato un cancro al seno: Le tre Grazie, Orfeo ed Euridice e Diana e le sue ninfe”.

In fondo medici e pittori condividono lo stesso patrono, san Luca.

 

 

AMARE IL VERDE E L’AMBIENTE…

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 un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l’uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari.

IL NOSTRO GIARDINO

PRIMAVERA IN ARRIVO

(Da Corrispondenze di Baudelaire, trad. it. Luigi De Nardis, Milano, Feltrinelli 1964)

Ambiente verde

AMARE AMBIENTE 

Amare l’ambiente significa averne cura

Nei paesi ricchi e sviluppati le problematiche ecologiche sembrano entrare ormai a far parte della coscienza collettiva e ognuno è chiamato ad acquisire la cognizione delle possibilità e delle responsabilità nell’uso delle risorse naturali

 azioni concrete per amare la Natura

ROSA RIFIORENTE

ROSA RIFIORENTE 

tornare a frequentare la Natura.  Solo dopo una frequentazione e una conoscenza reciproca, potrà crearsi una  connessione potente. Questo ci permette di evolvere, essere persone diverse, libere e felici. O come mi piace dire di“rinascere in Natura”.

Leggiamo  racconti sulla Natura come

  • L’uomo che piantava gli alberi di Jean Jono
    • Walden. Vita nel bosco di Henry Thoreau
    • Il libro della giungla di Rudyard Kipling
    • Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati

Passeggiare  nel bosco. Senza avere fretta di arrivare da qualche parte. Osserviamo  le  sfumature delle foglie, sentiamo i profumi nell’aria, ascoltiamo i suoni armoniosi delle piante e degli animali. Lasciamoci  trasportare dalla melodia del Bosco; osserviamo  piante e animali. Nel suo libro “Walden, vita nel bosco”, l’autore Henry Thoreau racconta di una volta in cui assistette per ore ad uno  scontro tra formiche rosse e formiche nere e lo descrive come una vera e propria battaglia tra eserciti opposti.
Nella Natura ci sono microcosmi e macrocosmi in cui perdersi. Studiamo i meccanismi di come gli alberi traggono nutrimento da luce e acqua, di come i miliardi di km di radici interagiscono tra di loro e  come si avvisino l’un l’altro di attacchi di parassiti.
È un mondo affascinante che puoi osservare direttamente o leggere nei libri. Ad esempio, ti consiglio “La vita segreta degli alberi” di Peter Wohlleben; contempliamo la bellezza della Natura  anche mediante le nostre piante

UN PIANTE ORIGINALE NEL NOSTRO PICCOLO GIARDINO

 PIANTA GRASSA DALLA FORMA ORIGINALE  NEL NOSTRO PICCOLO GIARDINO

PIANTA CAVOLO ROSSO

CAVOLO ROSSO

CARI LETTORI mi sono interessata da sempre di ambiente, natura, letteratura che ne tratta Credo fortemente che amare la natura il verde che ci circonda sia avere consapevolezza che vivere tutelando la Natura sia una necessità per noi stessi, per il nostro benessere e la nostra salute.
Conoscere poi attraverso SCRITTORI E SCRITTRICI di ogni epoca quanto l’Ambiente sia stato celebrato in opere letterarie, ha potenziato il mio interesse ed affinato la mia ricerca.PERCORSO INSIEME…
introduciamo  “Elizabeth and her German garden”, Il giardino di Elisabeth, assoluto bestseller del 1898, che superò gli autori allora alla moda: ” nel giardino Elisabeth legge, sogna, prepara la sua carriera di scrittrice. Nella cura delle piante e dei fiori, nella maternità, nel trascorrere delle stagioni, nella fuga della distruttività dei rapporti sociali…”. Elizabeth von Arnim scrisse 21 romanzi, era piccola, carina, elegante, spiritosa, colta; il suo primo romanzo venne pubblicato anonimo nel 1898 ed ebbe tanto successo che Elizabeth rimase il “nom de plume” di Mary Annette.

Nel ricercare notizie sull’autrice  salta all’occhio questa citazione:

“E’ il giardino il posto in cui vado a cercare rifugio e riparo, non la casa (…) là fuori i doni del cielo mi si affollano intorno a ogni passo (…) è là che mi rammarico della cattiveria che c’è in me, di quei pensieri egoisti che sono molto peggiori di quanto sembri; è là che tutti i miei peccati e le mie stupidaggini sono perdonate, là che mi sento protetta e a mio agio, e ogni fiore, ogni erba è un amico e ogni albero è un amante”.

In fuga dall’opprimente vita di città, l’aristocratica Elizabeth si stabilisce nell’ex convento di proprietà del marito, un luogo isolato e carico di storia in Pomerania. A vivacizzare le giornate della signora ci sono le tre figlie – la bimba di aprile, la bimba di maggio e la bimba di giugno –, le amiche Irais e Minora, ospiti più o meno gradite con le quali intrattiene conversazioni brillanti e conflittuali, sempre in bilico fra solidarietà e rivalità femminile, e poi c’è lui, l’uomo della collera, «colui che detiene il diritto di manifestarsi quando e come più gli piace».
Ma soprattutto c’è il giardino, una vera e propria oasi di cui Elizabeth si innamora perdutamente. Estasiata dalla pace e dalla tranquillità del luogo, trascorre le ore da sola con un libro in mano, immersa nei colori, nei profumi e nei silenzi, cibandosi soltanto di insalata e tè consumati all’ombra dei lillà.
Mentre le stagioni si susseguono, Elizabeth ritrova se stessa, i suoi spazi, i suoi ricordi e la sua libertà.

Il giardino attraverso il trascorrere delle stagioni, il fiorire e lo sfiorire delle piante, diventa la metafora della vita…

Raffaello

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Chi è Raffaello Sanzio?Chi è Raffaello Sanzio?

Raffaello Sanzio (1483-1520), formato nella bottega del padre Giovanni Santi, cresce a Urbino nel  clima culturale della corte dei Montefeltro.
Dopo le premature morti dei genitori, Raffaello entra in contatto con Perugino, lavora a Città di Castello e a soli quindici anni ha piena padronanza nella gestione della bottega paterna. A inizio ‘500, il giovane è già tra gli artisti più richiesti in Umbria; dopo brevi soggiorni a Firenze e Roma, raggiunge Pinturicchio (1454-1513) a Siena e realizza per l’amico alcuni cartoni destinati agli affreschi della Libreria Piccolomini ambiente monumentale della cattedrale di Siena. Nel 1504, anno del celebre Sposalizio della Vergine, si trasferisce a Firenze, la vicinanza di Leonardo e Michelangelo si nota  nelle opere di devozione privata e nei ritratti per ricchi borghesi. Nel 1507, realizza la Deposizione Baglioni, altra svolta verso i futuri esiti degli anni romani.

raffaello libreria piccolomini

Raffaello Libreria Piccolomini Siena

 

raffaello sposalizio vergine

Sposalizio della Vergine

 

pala baglioni deposizione

Deposizione Pala Baglioni

Dalla fine del 1508, Giulio II lo chiama a Roma e qui, Raffaello, con una scelta squadra di collaboratori, crea i celeberrimi capolavori fra cui le Stanze e le Logge Vaticane, la Loggia di Psiche a Villa Chigi, nonché cicli di arazzi per papa Leone X.

 

raffaello stanze vaticane scuola atene

Stanze Vaticane Scuola Atene 

 

Dopo la morte dell’amico Bramante, nel 1514, il pittore eredita l’incarico di architetto capo per la fabbrica di San Pietro, progetta la Cappella Chigi (Santa Maria del Popolo) e Villa Madama. Con atteggiamento da archeologo, Raffaello si occupa anche degli scavi dell’antica Roma, e censisce  il patrimonio sotterrato.

raffaello cappell chigi s maria popolo

Cappella Chigi

Tra le ultime opere, il ritratto della sua amata, la Fornarina e la Trasfigurazione, una grande pala d’altare terminata dal suo aiuto più fidato, il pittore Giulio Romano (1499-1546). Alla sua morte, come ricorda il Vasari, l’opera fu portata dai suoi allievi davanti al letto. Per suo volere, Raffaello fu sepolto al Pantheon di Roma.

fornarina

La Fornarina Del suo sguardo dolce e della sua posa romantica sarebbe rimasto folgorato fino a innamorarsene

Era giovane e bello, leggiamo in un articolo de Il Sole 24 ore, un grande artista al culmine della sua fama e della sua fortuna, conteso da papi e da principi, amico di poeti e letterati; era gentile con tutti, incapace di dipingere se non aveva accanto a sé la donna che amava. E muore giovane, a soli 37 anni. Era Raffaello. Vasari ce ne offre, nelle Vite, un ritratto indimenticabile. «Non meno eccellente che grazioso», egli scrive «non visse da pittore, ma da principe»; la natura, che già si era fatta vincere nell’arte da Michelangelo, «volse ancora per Rafaello esser vinta dall’arte e da i costumi… sicurissimamente può dirsi che i possessori delle dote di Rafaello, non sono uomini semplicemente, ma dei mortali».

raffaelo suo ritratto

nobiltà e la bellezza di Raffaello

Perugino ancor oggi ritenuto il principale maestro di Raffaello, in  Philippe Daverio (Passepartout. Firenze VS Bruges). Artista umbro, formato nel verbo di Piero della Francesca e poi a Firenze, con Andrea del Verrocchio, dopo importanti commesse, Perugino fu chiamato a Roma per affrescare nella Cappella Sistina la Consegna delle chiavi (1481-82), un successo che fece della sua bottega la più prestigiosa dell’Italia rinascimentale. Rientrato a Firenze la maturità del pittore che già pregevole ritrattista, ora propone la sua cifra di ideale femminile elegante e sentimentale, peculiare delle sue Madonne e di quelle del giovane Raffaello

 

Alcune curiosità su Raffaello Pittore e basta. O quasi
Raffaello si differenzia da altri geni del suo tempo – Leonardo e Michelangelo in primis – perché limita il suo campo d’azione a sole due discipline: la pittura, che è la sua principale attività, e l’architettura, che studia per integrare la prima. Oltre a prendere il posto di Bramante come architetto della Fabbrica di San Pietro, viene incaricato nel 2018 da Leone X di progettare Villa Madama, oltre il Tevere. Si tratta di una villa rinascimentale rielaborata da suggestioni antiche, ed è il suo progetto architettonico più grandioso.

 

Secondo_Prospetto_di_Villa_Madama_-_Plate_185_-_Giuseppe_Vasi

 

Il mondo antico
Raffaello si confronta col “paragone de li antichi” per tutta la durata della sua carriera. Non solo per trarre ispirazione per le proprie opere e per i propri progetti, ma anche per soddisfare le richieste del Papa de’ Medici: sempre nel 1518 Leone X gli affida infatti la realizzazione di una pianta di Roma imperiale, da redigere con l’ausilio dell’umanista Baldassarre Castiglione.

 

roma antica

 

Influenza la storia dell’arte occidentale
L’opera di Raffaello ha avuto un’eco notevole su tutta la produzione artistica occidentale. Per esempio il suo stile influenza la nascita e lo sviluppo del manierismo, anche grazie agli allievi della sua bottega, che finiscono per lavorare presso diverse corti europee. E poi, molti artisti dei secoli successivi si ispirano alle sue opere. Tra questi: i Carracci, Guido Reni, Caravaggio, Rubens, Velasquez, Ingres e Delacroix, finanche Manet e Dalì.

Amare il verde

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Piante+della+macchia+Pino+d’Aleppo

In epoca arcaica il pino era consacrato a Rea, la Grande Madre. Successivamente fu collegato al. mito della ninfa Pitis, trasformata in albero dopo che fu uccisa da Borea per aver scelto il dio Pan. come sposo, il pino fu anche sacro a Dioniso.

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